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Progetti
| | Edilizia scolastica | Asilo nido di Monfalcone
Sito in via Cosulich a Monfalcone, provincia di Gorizia
Anno di costruzione: 2000/2001
Proprietà: Comune di Monfalcone
Progetto architettonico e D.L.: arch. Enrico MICELLI e arch. Alberto FRANZONE
Lotto: mq 900
Per l'asilo nido di Monfalcone si é cercato di inserire il nuovo approccio bioecologico adottando con le dovute reinterpretazioni, un linguaggio compositivo in continuità con la cultura dei luoghi. Gli spazi vengono articolati al fine di ottenere zone a modulo doppio con diversi rapporti tridimensionali e la luce naturale viene riproposta per focalizzare alcuni elementi geometrici e spaziali di riferimento.
In rapporto al contesto costruttivo circostante, anche di grande valore ambientale, il progetto é stato inserito in un discorso di continuità rivisitata, complessivamente il progetto é stato studiato nei minimi dettagli e la componente tecnologica risulta piuttosto rilevante ma tende ad essere integrata all'architettura.
Affacci principali delle sezioni sono stati realizzati a sud. Struttura portante in laterizio bioecologico. Pitturazioni a base di materiali compatibili con gli intonaci
Tutti gli intonaci di origine naturale sono caratterizzati da un ottimo valore di traspirabilità. Pavimenti di piano terra autoventilato e sopraelevato tramite muricci e tavelloni. Per l'impianto di riscaldamento viene adottata la tipologia a pareti radianti con serpentini in polipropilene random sistemati sotto intonaco in cui lo scambio di calore avviene principalmente per irraggiamento con una temperatura dell'aria piuttosto bassa rispetto ai normali impianti a convenzione. Impianto a pannelli solari integrato all'impianto termico. Tutti i legni vengono trattati con sali di boro ed impregnanti naturali a base di olio di lino e resine naturali. I serramenti sono in legno massiccio o lamellare incollato con colle viniliche trattati come sopra; i vetri sono del tipo a doppia camera e ove richiesto anti sfondamento. Per limitare i problemi del riverbero si tende ad impiegare, nelle zone dotate di ampie superfici vetrate, vetri camera con spessori diversi. Per la copertura vengono utilzzate tipologie classiche a capanne multiple con manto esterno in lamiera di zinco titanio dotate di sistema di ventilazione della falda.
| | Fitodepurazione | Monte Debeli
IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE MONTE DEBELI
Progettazione: Studio Casambiente
Committenza: Comune di Monfalcone
Tipologia: Progettazione di un impianto di fitodepurazione a servizio del Centro Visite
Luogo: Monte Debeli - Monfalcone
Dimensioni: 250 abitanti equivalenti
Realizzazione: 1999-2001
L'impianto di fitodepurazione é stato progettato e inserito in un progetto più ampio inerente il Centro visite del Monte Debeli, realizzato in collaborazione con altri professionisti. Prevede l'utilizzo della tecnologia S.I.F. (sistema integrato di fitodepurazione) per rispondere alle esigenze di ossidazione delle sostanze inquinanti e di smaltimento dei nutrienti attraverso l'uso di un ciclo combinato tra ossigenazione e riassorbimento.
| | Edilizia residenziale | Casa privata a Cervignano del Friuli
Anno 2002: progettazione bioecologica per la costruzione di una casa bifamiliare in bioarchitettura a Cervignano - località Strassoldo. Committente: privato. Caratteristiche: Utilizzo di materiali ecocompatibili, studio della bioclimatica e costante riferimento nella progettazione al risparmio energetico e all'utilizzo di energie alternative.
Ampi spazi giorno al centro dell'abitazione, attorno a cui far ruotare la vita della famiglia e dominati da una serra incassata, con una zona salotto con altezze parzialmente ribassate.
L'edificio é situato in posizione defilata rispetto al lotto, al fine di rimanere esterni al campo elettromagnetico generato dalla linea delle ferrovie. Sono state comunque effettuate le misurazioni sul luogo per tempi prolungati; l'esito é sempre stato negativo, con assoluta mancanza di campo di induzione magnetica, nelle diverse ore della giornata.
Il solaio di piano é stato realizzato in legno; anche per il tetto si é scelto di utilizzare legno strutturale con sovrastante manto in tegole portoghesi, con interposta camera d'aria per la ventilazione. Le murature sono state dimensionate in modo da garantire oltre che il contenimento energetico, anche uno sfasamento favorevole dell'onda di calore.
La progettazione ha subito delle varianti in corso d'opera che hanno portato alla realizzazione di un edificio unifamiliare, in cui sono rimaste invariate le caratteristiche di bioecologicità e risparmio energetico.
| Villaggio Borgosole a Buja
Un nuovo insediamento in bioedilizia a bassi consumi energetici, é in costruzione a Buja, in provincia di Udine.
Si tratta di due case bifamiliari, per un totale di 4 abitazioni, con accesso indipendente; tre dalla corte comune e la quarta da strada secondaria.
La posizione rispetto al sole permette di fruire dell'irraggiamento solare per tutta la giornata, non essendoci edifici o elementi naturali schermanti.
L'insediamento é posto lungo l'asse Nord-Sud.
Il sistema costruttivo é quello tradizionale con il mattone ed il legno che garantiscono ottimo isolamento e un elevato grado di naturalità.
Il mattone scelto per l'intervento é altamente isolante in modo da avere un K termico molto favorevole, porizzato con segatura.
Abbondanti gli isolamenti, in particolare sul tetto, per garantire il mantenimento del calore all'interno dell'abitazione in inverno e limitare l'ingresso del calore estivo in estate.
| | Soluzioni ecosostenibili | Progetto Attivo Aquileia 08
Questo primo intervento di “Progetto attivo”, riguarda Aquileia ed in particolare la riqualificazione della zona urbana di piazza fratelli Cervi e corso Gramsci.
Si é ipotizzato la formazione di un “parco urbano”, costituito da edifici uniti da percorsi pedonali con slarghi e piazze che diventano non solo allargamenti, ma punti nodali dei percorsi, cioé zone dove poter sostare, dove potersi trovare, ricreando la complessità e varietà che é tipica delle zone centrali storiche che non sono tutte uguali fra loro pur essendo strettamente unite.
In coincidenza del prolungamento dell'asse della scuola é nato un punto nodale costituito da una piccola piazza, un altro lambisce il campo di pattinaggio, mentre fra i bar in prossimità di Corso Gramsci nasce una piazza “lunga”.
Le campiture del verde ed i percorsi non sono tracciati in maniera casuale, ma entrano nel disegno generale in maniera che le parti costruite e l'esterno delle zone verdi diventano un tutt'uno; particolare cura é stata adoperata per salvaguardare il verde esistente e potenziarlo con la previsione di altre piante di tipo autoctono.
Proseguendo nel definire queste idee, era evidente l'importanza di risolvere innanzi tutto il punto d'incontro costituito dalla zona di piazza Fratelli Cervi con Corso Gramsci per il quale si sentiva la necessità di creare una forma non rigida, non chiusa, adatta a fermare la corsa e visuale rettilinea della strada e nello stesso tempo fosse un invito ad entrare nello spazio verde retrostante: la forma ovale ci é parsa la migliore soluzione per questi scopi.
È nato così, collegato a tutto il resto, il progetto dell'edificio polifunzionale dove non esiste chiusura visuale fra dentro e fuori; al piano terra l'edificio si apre alla piazza delimitata dai portali mediante il grande foyer che non é solo luogo di sosta durante le rappresentazioni teatrali, ma sopratutto diventa luogo centrale delle attività di tipo sociale e comunitario, come mostre, incontri, ecc.
In testata, all'esterno del foyer la piazza racchiusa dai portali si spinge sino a lambire Corso Gramsci, interrompe il tracciato rettilineo; il percorso pedonale senza soluzione di continuità attraversa la piazza, la strada e continua nella zona verde ad ovest che si inoltra tra le case.
L'altezza massima dell'intervento é minore degli edifici contermini dell'edilizia residenziale, c'é un invito ad entrare nell'edificio che si adegua e relaziona rispetto al contesto: non c'é mai un fronte chiuso, c'é sempre un invito a girare o a salire.
Nel campo di pattinaggio le richieste primarie erano quelle di migliorare l'isolamento termico dall'esterno e fare delle tribune.
A causa del tipo di struttura esistente in setti lamellari sulle parti laterali, le tribune sono state create sui lati brevi del rettangolo a nord e sud; il nuovo ingresso a cui si accede dalla piazzetta caratterizza il fronte est, mentre il fronte ovest é segnato da grandi vetrate fra i setti esistenti in legno.
Queste vetrate si affacciano sul parco creando un rapporto di continuità fra l'interno coperto e l'esterno del verde del parco con vedute ininterrotte sino alla sala polifunzionale.
Il centro sportivo con centro benessere é collegato esteticamente al pattinaggio attraverso l'uniformità della superficie attuata attraverso le lamelle di legno che proseguono da un edificio all'altro.
Nel pattinaggio é ricavato anche l'ascensore con l'ingresso al centro, protetto da una pensilina a sud per schermare il sole; gli spogliatoi, ora collocati sotto la montagnola tra pattinaggio e tennis, sono fatti in modo tale da permetterne un uso parziale.
Al piano terra c'é il deposito con degli armadietti da utilizzare senza la necessità che il centro sia aperto.
Il primo piano prevede la reception con palestra che si apre sul pattinaggio, ci sono le saune con la zona di reazione sia interna che esterna; anche l'alloggio custode viene fatto rientrare nel progetto unitario.
Il magazzino comunale non necessita di particolari ristrutturazioni, salvo l'adeguamento formale della facciata nord in prossimità del percorso diretto alle scuole. Essendo anche sede della protezione civile, tale facciata potrebbe ospitare dei cartelloni come informazione didattica rivolta alle scuole sulla prevenzioni incendi.
Questo in sintesi l'iter delle analisi ambientali e dei primi abbozzi progettuali che sono stati condotti in un rapporto di continua collaborazione con l'Amministrazione comunale di Aquileia.
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