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Città medioevali nella Destra Tagliamento
- 28/9/2007 - Architettur'Arte
La gita che proponiamo in questo numero riguarda due abitati situati nella Destra Tagliamento, ricchi di storia e suggestioni.

San Vito al Tagliamento
Con origine mesolitica e posta sulla Via Giulia che conduceva a Concordia, dopo aver subito le incursioni dei Barbari e lo stazionamento dei Longobardi, fu soprattutto il dominio della Serenissima a rendere San Vito al Tagliamento simile a quella esistente oggi.
Sulla centrale piazza del Popolo dall’asse est-ovest, la cui forma definitiva risale al ‘500, si affaccia Palazzo Altan Rota De Conturbia. Attuale sede del palazzo comunale, è il risultato di una sedimentazione edilizia protrattasi dal 1300 al 1800. L’edificio principale, anticipato da un’imponente loggia con balaustra aperta sui tre lati, fu eretto nel ‘400 in addossamento ad altri edifici verso ovest ma arretrato rispetto al fronte della piazza,
creando all’interno dell’alto muro di cinta un giardino palmato di alto pregio, con un pozzo. L’edificio a tre piani presenta su entrambe le facciate, rispetto all’asse mediano, una disposizione simmetrica delle aperture che si evidenziano al piano terra con gli ingressi (quello anteriore con quattro colonne lisce su alti basamenti, quello posteriore con colonnine che reggono l’architrave) ed al piano nobile con le tre finestre arcuate con balustra, che danno luce al salone principale. All’interno sono presenti stucchi e pregevoli affreschi, che hanno trovato rinnovato splendore di contorno in seguito alle due ristrutturazioni architettoniche: quella del Rupolo (eclettica di inizi 900) e quella degli anni ’80, che ne ha permesso il riutilizzo funzionale. Accanto sorge Palazzo Altan-Fancello (1400), dalla facciata dipinta da Andrea Bellunello con motivi a rombi festonati rossi e verdi e da decorazioni che incorniciano le attuali finestrature del primo piano. Il racconto decorativo al secondo piano risulta interrotto da una diversa collocazione delle finestre, mentre totalmente successivo risulta essere il terzo piano. Il piano terra porticato è delimitato da diversi archi a sesto acuto.
Sul lato opposto trova spazio l’antica sede comunale della cittadina, la Loggia, datata XVI secolo. La facciata si presenta con antica trifora centrale (ora bifora), con due aperture ad essa affiancato. Sotto il porticato ad archi a sesto acuto vi si svolgeva il mercato, mentre ai piani superiori è stato costituito un piccolo teatro all’Italiana di forme sette-ottocentesche, funzionante dall’aprile 2006. Adiacente ed ormai perduta sorgeva la Torre delle Ore, a collegamento con l’antico castello. Rimaste a testimoniare il passato patriarcale della cerchia muraria emergono le Torri Scaramuccia (ad est), Raimonda (ad ovest) e Grimana (a sud). La prima, ora adibita ad allestimenti culturali e mostre, è legata al complesso dell’ospedale dei Battuti e ad un tratto di mura patriarcali; la Torre Raimonda mantiene un
impianto strutturale antico e dal 1993 è sede del Museo Civico “Federico De Rocco”.
Da non perdere Palazzo Altan in Borgo Castello, di cui è stato recuperato un fregio parietale e Palazzo Tullio Altan, dotato di ampio parco e che ospita il Museo Provinciale della vita contadina.
Quanto alle chiese, la piazza ospita il Duomo dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia che con il campanile del 1484, chiude ad est la quinta architettonica. Esso, rifatto edificare nel 1745 dal Patriarca Daniele Delfino sul sito di una chiesa dei primi del ‘400, presenta esternamente una semplice superficie intonacata su cui spicca il portale in pietra degli scultori Matiussi (1669-1752).
Sul portale laterale di destra si trova un Padre Eterno attribuito al Pilacorte. All’interno opere del Padovanino, del Carneo ma soprattutto del Bellunello: Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Paolo (trittico datato 1488) e di Pomponio Amalteo, allievo e seguace del Pordenone, con, fra altri, la pala con la Sacra conversazione con i Santi Sebastiano, Rocco, Cosma, Damiano e Apollonia (1533). L’opera più antica eseguita da Andrea Bellunello nel 1488 è situata presso la porta della Sacrestia; si tratta di un Trittico che raffigura la Madonna in trono con il Bambino ed i SS. Pietro e Paolo.
Di suggestiva importanza la Chiesa di Santa Maria dei Battuti, a navata unica, situata nei pressi del Duomo, che presenta un portale arricchito da motivi floreali e bassorilievi di Giovanni Antonio da Carona, detto il Pilacorte (1493) ed un intero ciclo di affresco pittorico imperdibile sulle pareti del coro, sulla cupola e sull’arco trionfale, eseguito dal 1535 al 1546, sempre da Pomponio Amalteo, tanto suggestivo da meritarsi le lodi del Vasari “...dipinse a fresco nella Chiesa di Santa Maria, la cappella di detta Madonna...”. La Chiesa fa parte dell’antico complesso dell’Ospedale della Confraternita dei “Battuti”, confraternita che gestì l’ospedale fino al suo passaggio prima nelle mani dei Camerari della Parrocchia e poi all’ordine della Carità. L’impianto architettonico si presenta abbastanza leggibile tramite il cortile interno su cui si affaccia il porticato e che viene chiuso ad est dalla cinta muraria, la torre campanaria, il sistema distributivo interno e la facciata prospicente via Bellunello. Oggi l’Ospedale è adibito ad ospitare mostre d’arte, fra cui la rassegna d’arte contemporanea “Palinsesto” dal 9 settembre al 9 novembre 2007,
che troverà collocazione nel rinnovato Complesso del Castello.
Meritano una visita anche la Chiesa dell’Annunziata con affreschi quattrocenteschi e, fuori dalle mura, la Chiesa di San Lorenzo, la cui parte originale quattrocentesca è la navata centrale e che ospita la Tomba dell’Amalteo e la Chiesa settecentesca del Monastero della Visitazione.

Valvasone
La cittadina di Valvasone fu edificata per ampliamenti successivi ben riconoscibili dall’alto, nonostante la demolizione delle mura cittadine di fine Ottocento.
Il primo nucleo, databile dalla fondazione al 1350, circondato dal fossato comprende Piazza Castello con gli edifici che vi si affacciano e l’agglomerato fortilizio; il secondo che comprende l’attuale Piazza Libertà con il Duomo ed il terzo che comprende piazza Mercato ed è delimitato ad ovest dal fossato.
Dopo la meritata sosta quindi, la visita a Valvasone inizia da Piazza Castello, alla quale si accede da nord attraverso Porta delle Ore (un tempo dotata di orologio); nei suoi pressi era situato il pozzo comune ed ora sede del Grup Artistic Furlan che la seconda domenica del mese di settembre organizza una suggestiva rievocazione storica.
Dirimpetto al castello era stata collocata la loggia pubblica (persa durante gli sventramenti del XVI secolo); traccia originale permane nel porticato posto a nord.
Il Castello, il cui aspetto tradizionale è stato nel tempo modificato, probabilmente trae la sua origine da una torre di origine tardo antica di carattere difensivo. Superato il ponte sul fossato e il pre-ingresso sulla facciata sul quale si trova incastonanta una palla da catapulta, emerge il torrione di ingresso ormai chiuso dalla cortina muraria. Affacciandosi il cortile presenta un pozzo in posizione quasi centrale. Alzando gli occhi, proprio davanti
all’ingresso, viene a trovarsi quanto rimane dell’antico mastio alto 18 metri, demolito quasi completamente nel 1884 in quanto pericolante; di quello che rimane si riesce a comprendere l’ottima fattura nello spessore superiore al metro e nella qualità degli
elementi cotti.
A sinistra, oltre al porticato di accesso agli appartamenti di rappresentanza ad archi ribassati fine settecento, si svolge una regolare facciata dovuta probabilmente alla riorganizzazione “alla moderna” cinquecentesca voluta da un amministratore per la parte di sua competenza, impreziosita da un poggiolo aggraziato da colonnine a scettro. Internamente al pianterreno, all’inizio dell’Ottocento, è stato eretto un piccolo teatrino con
una fila di palchetti in legno. Altre decorazioni e cineserie al piano superiore, in cui è ospitata anche una cucina con focolare padronale e la cappella domestica.
Procedendo verso piazza Libertà si attraversa l’ampliamento medioevale composto dal prolungamento della strada verso Arzene (asse est-ovest) su cui si innestano le strade perpendicolari, fino a giungere davanti al Duomo del Ss. Corpo di Cristo, voluto come
riorganizzazione dell’esistente assieme alla terza espansione da Giacomo Giorgio di Valvasone. Esso si presenta con una facciata recente di stile neogotico (1889-1901) ma dentro conserva un vero gioiello, l’unico organo del Cinquecento Veneziano ancora funzionante in Italia con le portelle dipinte sui due lati dal Pordenone e completate dopo la sua morte da Pomponio Amalteo. Di religiosa importanza è invece la reliquia del miracolo della Sacra Tovaglia, conservata nel tabernacolo dell’altare maggiore.
Prendendo via San Pietro si può ammirare l’affrescata (sec.XVI) Chiesetta di San Pietro Apostolo, mentre più a sud si trova il convento quasi completamente riedificato ed ora adibito a sede di associazioni locali.

A corredo di una visita così impegnativa non potevamo non suggerire un buon gelato al Gelatiere in Piazza a San Vito, oppure, se siete a Valvasone, uno spuntino freddo all’ Osteria La Tana del Lupo o un piatto caldo presso la trattoria La Torre. I locali con gestione comune sono situati in Piazza Castello 11 (0434-898802) e sono dotati di un suggestivo e curatissimo giardino con vista sul castello. La proprietaria sarà lieta di accompagnarvi a fare un giro per sale e scalette interne.

Per approfondire:
www.comune.valvasone.pn.it
www.provalvasone.it/storia.html
Associazione Pro Valvasone
Piazza Libertà, 1
33098, Valvasone (PN)
telefono e fax 0434 898898
e mail: valvasone.ufftur@virgilio.it

San Vito al Tagliamento
Museo provinciale della vita contadina,
Via Altan 49, 0434-833275
Museo civico “Federico De Rocco”
(anche per visite guidate in città),
Via Amalteo 1, 0434-80405
Valvasone Grup Artistic Furlan
(info al 0434-89015)




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